“Opera eccellentissima ben gettata e netta”
Quando verrete a Venezia, vi troverete sicuramente in
Piazza San Marco di fronte alla omonima basilica e noterete che
sopra l’arco centrale vi sono le statue dei famosi quattro cavalli: in verità si tratta
solo di copie…
Per ammirare gli
originali dovete acquistare
il biglietto di ingresso che includa anche la loggia ed il museo (questo è il link del sito ufficiale della basilica: https://tickets.basilicasanmarco.it/it/negozio#/it/acquista?skugroup_id=2524, mentre questo è l’indirizzo di posta elettronica per prenotare
una visita con noi: info@guidedtoursinvenice.com).
Facciata della basilica di san Marco, parte centrale
Brevi cenni storici
Queste sculture arrivarono a Venezia come
bottino di guerra in seguito all’assedio e al saccheggio di
Costantinopoli, durante la quarta crociata nel
1204, per volere del
doge Enrico Dandolo.
Furono inizialmente collocate all’Arsenale, dove rimasero per cinquant’anni.

Non sappiamo la data esatta della loro posa in facciata, si pensa sia avvenuta intorno al 1254; interessante, a questo proposito, è il
mosaico della Porta di Sant’Alipio, eseguito intorno al 1270, che mostra la quadriga posizionata sull’arco centrale.
Mosaico della porta di Sant' Alipio
Il gruppo scultoreo fu pure portato a
Parigi da Napoleone, alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, e fu impiegato per decorare
l’Arco di Trionfo del Carrousel.
Smontaggio e trafugamento dei cavalli da parte dei francesi (foto web)
Ingresso a Parigi del corteo di opere rubate, in primo piano i cavalli di San Marco (foto web)
L'arco di Trionfo del Carrousel oggi con copia della quadriga
Dopo la sconfitta dell’imperatore francese, i famosi cavalli
ritornarono a Venezia.
Ritorno a Venezia dei cavalli, 1815, G. Borsato, L. Martens, museo Correr
Non poche furono le vicissitudini subite dai quattro destrieri durante la Prima Guerra Mondiale e nei decenni successivi…
Finalmente, nel
1982 furono create le copie che vediamo oggi all’esterno, allo scopo di salvaguardare gli originali, che furono
collocati all’interno della basilica al primo pano.
Origini e Datazione
Ci sono
tante ipotesi riguardo gli artisti che eseguirono l’opera ed alla data; quest’ultima
spazia dal V secolo a.C. al II-III d.C. L’artista, tuttavia, viene da molti identificato con il greco
Lisippo che lavorò anche alla corte di Alessandro Magno.
Oggi, molti studiosi, grazie ad analisi con alta tecnologia, li fanno risalire al
II secolo a.C. L’imponente bellezza delle sculture fu menzionata anche in una lettera che il
Petrarca scrisse nel 1364 riconoscendola di fattura antica “
chiunque ne sia l’artefice”.
Potrebbero essere stati fusi nell’isola di
Chio al tempo dell’imperatore Teodosio II, e sicuramente finirono per decorare a lungo l’ippodromo di Costantinopoli.
Il gruppo scultoreo
“
Opera eccellentissima ben gettata e netta”: così la descrive
Marin Sanudo nei suoi
Diarii; è senza dubbio un capolavoro assoluto dell’arte antica a tutto tondo.
Il materiale è una
lega bronzea con una altissima percentuale di rame (dagli studi effettuati quasi il 97%), rispetto allo stagno ed al piombo.
Colpisce l’eccellente
resa anatomica degli animali: le vene nei musi, gli occhi, i muscoli delle gambe e dei toraci, le narici e le orecchie.
Cavalli di San marco, dettaglio muso
Il metallo dorato risulta molto
graffiato in alcune specifiche zone… ve ne sveleremo la ragione durante le nostre visite guidate!
I cavalli piegano il capo l’uno verso l’altro. Una delle quattro zampe anteriori di ciascuna scultura è sollevata, quasi a suggerire forse l’imminente galoppo.
I denti sono ben evidenziati, le lingue sono mosse all’insù e le
criniere contribuiscono alla perfezione dei cavalli nel loro insieme.
Ma stanno riposando oppure sono in procinto di correre?
Cavalli di San marco, dettaglio
Lo sguardo è
attento, gli occhi sono ben svegli e vigili… no, non stanno riposando o dormendo, stanno all’erta: sono
simbolo di potenza.
Cavalli di San marco, dettaglio
Quella stessa
potenza militare e commerciale che era propria della Serenissima, dominatrice dei mari, perla dell’Adriatico.
Quella forza e grandezza che portò l’ammiraglio genovese
Pietro Doria, durante la guerra di Chioggia nel 1379, ad avvisare i veneziani che
non avrebbe concesso loro la pace, se non dopo aver messo le briglie ai cavalli sfrenati di San Marco. Ebbene sì, la quadriga divenne col tempo
simbolo della potenza della Repubblica di Venezia, dei suoi domini, dello
stato da Mar e dello stato di Terra, dei suoi abitanti, della sua fiera
indipendenza, anche in virtù della sua centralissima posizione sulla facciata della cappella del Doge, in Piazza San Marco, cuore politico della Serenissima.
Facciata basilica di San Marco
I cavalli furono ammirati da artisti del Rinascimento quali
Donatello, Verrocchio, Andrea Briosco, detto il Riccio, che guardarono a quest’opera come ad un
modello perfetto dell’arte antica. Furono anche ritratti dal vedutista
Canaletto in un suo capriccio: il pittore li immagina in Piazzetta San Marco su quattro alti basamenti, come simbolo della perfezione classica e neoclassica.

Capriccio con cavalli di San Marco in Piazzetta, 1743 ca, Canaletto, Royal Collection
Ci sarebbe tanto altro da dire su questa meraviglia scultorea, ma per questo
vi aspettiamo a Venezia per una visita guidata della Basilica di San Marco. Vi ricordiamo i nostri contatti:
info@guidedtoursinvenice.comCiao!