Capolavori da scoprire...
La loggia palladiana: spazio unico
La loggia palladiana, ora inclusa nel percorso delle Gallerie dell’Accademia, è uno spazio unico ed eccezionale nel panorama veneziano.
Realizzata su progetto di Andrea Palladio, la loggia è stata riaperta al pubblico nel 2021 dopo un lungo restauro durato due anni ed ora questo stupendo spazio è stato riallestito con
50 opere, alcune presentate per la prima volta al pubblico, che spaziano
dal ‘500 ai primi anni del ‘600.
L'Ala Palladiana
Si arricchisce così il percorso del
Rinascimento veneto e veneziano con opere significative, molte delle quali sono state sottoposte ad interventi di manutenzione e restauro, che han ridato splendore ai colori delle pitture.
Il progetto scientifico del nuovo allestimento al primo piano è stato curato da
Roberta Battaglia e Giulio Manieri Elia con la collaborazione di Michele Nicolaci. Questo è il quarto allestimento delle Gallerie, che da sempre raccolgono il meglio dell’arte veneziana, dal periodo bizantino degli albori fino alle opere del ‘700.
“
L’attuale apertura di nuove sale”, osserva il
direttore delle Gallerie, “v
a considerata nel quadro complessivo dell’opportunità unica di ripensare il percorso storico-artistico, sanando alcuni passaggi o nodi critici nella costruzione narrativa. Un’occasione per dare alle raccolte del museo nuova chiarezza e coerenza espositive, in linea con la storia e la missione educativa originaria delle Gallerie dell’Accademia”.
Le opere esposte: Bonifacio De’ Pitati
Questo nuovo itinerario nella loggia si apre con alcune opere di
Bonifacio De’ Pitati, interessante pittore dell’epoca, fondatore di una delle botteghe artistiche più prolifiche del tempo. Originariamente eseguita per il Palazzo dei Camerlenghi a Rialto, ammiriamo qui la sua
L’Annunciazione e Il Padre Eterno sopra Piazza San Marco, un dipinto eccezionale del
1543 che ci mostra la Piazza da una prospettiva scenografica molto insolita, a volo d’uccello, probabilmente presa dalla Torre dell’Orologio. Il Creatore sovrasta la piazza, protegge la città dal pericolo rappresentato da una nuvola nera e minacciosa e la cosa più interessante è la
descrizione della vita minuta che si svolge normalmente nel cuore della città. Sempre di de’ Pitati viene esposta la
Madonna dei Sartori, sua prima opera firmata e datata.
Il Padre Eterno sopra Piazza San Marco
I pittori nell’area bresciana
L’esposizione continua nelle
sei sale poste lateralmente alla loggia.
Le prime due sono dedicate ai
pittori bresciani quali
Savoldo coi suoi suggestivi
notturni di influenza nordica e i colori ancora lombardi,
Agostino da Lodi con la luminosa
Lavanda dei piedi e il
Moretto con la
Madonna del Carmelo, una perfetta sintesi tra
architettura bramantesca e colorismo di Tiziano. Qui si può ammirare il malinconico
Ritratto di giovane gentiluomo di
Lotto, una delle opere più significative della collezione.
L'Annunciazione, Savoldo
Jacopo Da Ponte detto il Bassano e i suoi figli
Per la prima volta viene dato uno spazio importante all’interno del museo ai lavori di
Jacopo Da Ponte, noto come Bassano, e dei figli Francesco e Leandro.
Due sale ne mostrano i capolavori intrisi di
classicismo ed elementi rurali della vita quotidiana come
L’adorazione dei pastori o
Il miracolo dell’acqua, eccezionale prestito dal Castello Reale di Varsavia fino al 17 maggio. È anche esposta per la prima volta una sensuale e drammatica
Lucrezia eseguita da
Leandro.
Lucrezia, Leandro Bassano
Verso il ‘600
Le ultime due sale del percorso raccontano il panorama artistico lagunare del
tardo ‘500 e del primo periodo del ‘600, incentrato principalmente sulla rielaborazione manierista dei grandi artisti del Rinascimento quali Tiziano, Veronese e Tintoretto.
Palma il Giovane e
Padovanino sono i protagonisti di questa stagione artistica e il confronto tra i due pittori è clamoroso se si osservano le due opere qui accostate sul medesimo soggetto del
Cristo morto sorretto dagli angeli.
I due grandi teleri di
Domenico Tintoretto con i
Ritratti dei confratelli della Scuola dei Mercanti sono tra i più interessanti per quanto riguarda la ritrattistica dell’epoca.
Ritratti dei confratelli Scuola dei Mercanti, Domenico Tintoretto
Chiude il percorso il
San Francesco di
Annibale Carracci, un “
foresto” presente nelle collezioni dei nobili veneziani che dimostra quanto le influenze della scuola veneziana fossero ben note anche in altri luoghi.
San Francesco, Annibale Carracci
Vi aspettiamo per una
visita guidata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia! Con i nuovi spazi espositivi, le tele restaurate e quelle esposte per la prima volta, il percorso è ricco di sorprese!
Per prenotazioni:
info@guidedtoursinvenice.comPotreste anche essere interessati ai seguenti tour e post: Itinerari classiciIl genio di Andrea Palladio a Venezia. (sezione:
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