Sinfonia cromatica...
Fuori dai percorsi delle visite guidate classiche della città, nel sestiere di
Dorsoduro, si trova la
chiesa di san Sebastiano che è stata definita il tempio di
Paolo Veronese.
Chiesa di san Sebastiano
È dove il pittore è sepolto, vi sono affreschi e dipinti eseguiti da Paolo in un lasso di tempo che va
dal 1555 al 1570 circa.
Abbiamo deciso di scrivere riguardo le
tre tele che decorano il soffitto e che rappresentano le
Storie di Ester, realizzate nel 1556.
Il soffitto, chiesa san Sebastiano, Venezia
Brevi cenni biblici su Ester
Le scene si svolgono a Susa, una delle tre capitali dell’
impero persiano.
L’imperatore
Assuero, che molti identificano con Serse I, al settimo giorno di un grande banchetto, chiese, anzi ordinò alla
sua sposa, Vasti, di presentarsi in pubblico, per mostrare la sua
bellezza agli invitati. Quando Vasti disobbedì al volere del sovrano, fu da lui stesso
ripudiata.
In seguito, egli indisse un
concorso per scegliere una
nuova regina tra le giovani vergini più belle di Susa. Tra tutte, si innamorò di
Ester, la scelse come sposa e la incoronò regina. La ragazza era
un’orfana ebrea, cresciuta e adottata dal
cugino Mardocheo e non rivelò le sue origini all'imperatore.
Quando, dopo varie vicissitudini, Assuero ordinò lo
sterminio del popolo ebraico, Ester intervenne con coraggio e riuscì a salvare la sua gente;
Mardocheo, infine, che era stato sempre leale al sovrano, divenne
consigliere di fiducia e favorito dell'imperatore stesso.
I tre dipinti
Le opere decorano la parte centrale del
soffitto della navata: di forma ovale la prima e la terza, quadrata la seconda.
Entrando in chiesa, in ordine di collocazione e cronologico vengono raffigurati i seguenti temi:
Il ripudio di Vasti,
L’incoronazione di Ester e
Il trionfo di Mardocheo.
Il ripudio di Vasti
Le tele sono
gioielli incastonati nelle ricercatissime ed elaborate
cornici che contribuiscono a dare una spiccata spinta ascensionale ed un effetto di sottinsù eccellenti, sembrano invitare l’osservatore a focalizzarsi sulle scene rappresentate e suggeriscono
uno spazio molto più ampio, non più visibile dall’occhio umano.
L'incoronazione di Ester
È un
tripudio di colori: rossi, verdi, toni aranciati, gialli oro, blu, tutta quella
qualità coloristica che Paolo aveva già rivelato dipingendo alcune tele per la sala del Consiglio dei X in
palazzo ducale.
Il trionfo di Mardocheo
Ester, nella tela centrale, sembra
una nobildonna veneziana con collana e orecchini di perle, gioielli e fermagli d’oro nelle ricche e fastose vesti in blu e verde.
L'incoronazione di Ester, dettaglio
Notevole è la
resa plastica di alcuni personaggi: l’uomo in primo piano nel
Ripudio di Vasti, i due scudieri in vesti verdi e aranciati nel
Trionfo di Mardocheo. E cosa dire dei
due cavalli nella terza tela? Sono possenti, esprimono forza, nel silenzio della chiesa pare sentire i loro nitriti, sono vivi: Veronese aveva come modello
la famosa quadriga della basilica di San Marco (
Venezia e i cavalli di San Marco).
Il ripudio di Vasti, dettaglio
Il trionfo di Mardocheo, dettaglio scudieri e cavalli
Anche l’
architettura dipinta gioca un ruolo fondamentale nelle tre opere: gradini, colonne lisce, scanalate e tortili che vanno
al di là delle tele, attribuendo quel senso di ampio respiro che caratterizzerà tanti capolavori posteriori di Paolo.
In queste opere si fondono il
disegno michelangiolesco e la tradizione coloristica di Tiziano, facendo di Veronese un esponente d’eccellenza del manierismo veneto che lo condurrà, poco dopo, al
proprio linguaggio artistico personale.
Ma avete notato che i meravigliosi e celebri
cieli veronesiani, di quell’azzurro intenso,
qui sono grigi?
L'incoronazione di Ester, dettaglio cielo
Siete curiosi di sapere il motivo? Non ve lo sveliamo adesso, vi
aspettiamo a Venezia per una visita guidata di questo gioiello che vi lascerà senza fiato, ciao!
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