Il restauro della statua del Tòdaro

A poco meno di un anno dall’avvio dei lavori di restauro torna all’antico splendore la statua del Tòdaro - l’originale dell’opera che sormonta una delle colonne di Piazzetta San Marco – da tempo custodita a Palazzo Ducale: un altro straordinario recupero reso possibile grazie alla collaborazione pubblico–privato tra Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Fondaco e Rigoni di Asiago.

 

La presentazione si è svolta oggi alla presenza del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, della Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi e del direttore, Gabriella Belli, dell'Amministratore Delegato di Rigoni di Asiago, Andrea Rigoni, del Presidente di Fondaco Italia, Enrico Bressan, dell'Amministratore Lares, Mario Cherido e del Delegato per i Beni Culturali Ecclesiastici della Curia Patriarcale di Venezia, Antonio Meneguolo.

 

Viene restituito alla Città uno dei suoi simboli più importanti, emblema di sintesi e dialogo tra le culture e le civiltà.

 

“Se teniamo per buona la data riportata da Francesco Sansovino (1329) il Todaro occupa la colonna occidentale della Piazzetta da quasi settecento anni”. 

Il San Teodoro - Tòdaro in dialetto - santo bizantino e guerriero primo protettore della città, raffigurato nell'atto di uccidere un drago, è dunque uno dei simboli dell’area marciana e di tutta Venezia, svettante assieme alla colonna con il leone Marciano verso il molo e il bacino di San Marco.

 

L’originale di questa statua, assolutamente unica per forza emblematica e fattezze, è esposto da oltre un lustro sotto il portico del cortiletto dei Senatori all’ingresso di Palazzo Ducale dopo che, nel 1940, venne rimosso dalla colonna (dove dal 1948 è stata posizionato una copia in pietra d’Istria), per proteggerlo da eventuali danni bellici e ricoverato nell’abbazia di Praglia, presso Padova.

 

L’opera è stata oggetto di un delicato intervento di restauro durato 11 mesi, realizzatosi grazie alla collaborazione avviata ormai da alcuni anni tra Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondaco (al settimo progetto per Palazzo Ducale) e alla sensibilità della Rigoni di Asiago che ha finanziato l’intervento. Durante i lavori una webcam appositamente installata nel cantiere ha permesso di seguire in diretta tutte le sue fasi tramite la piattaforma Skyline Webcams.

 

Eseguito dalla ditta Lares, che ha curato anche le indagini preliminari non invasive indispensabili per la stesura del progetto e la messa a punto delle tecniche per la futura fase operativa, l’intervento ha permesso di avviare nuovi studi, ricerche, analisi e approfondimenti, che sono stati effettuati dai funzionari e tecnici della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna e della Fondazione Muve, i quali hanno lavorato insieme ai restauratori per decidere le metodologie da applicare durante i lavori.

 

L’intervento si è quindi delineato in una serie di complesse azioni che hanno incluso il consolidamento, la pulitura, la stuccatura, la ricostruzione e la protezione dei vari elementi lapidei e bronzei che compongono questa statua ibrida estremamente delicata e fragile, nata dall’assemblaggio di parti diverse (la testa il busto, le armi ecc.) per provenienze, materiali ed epoche.

 

Un’opera plurisecolare la cui bellezza e unicità sono rappresentate dell’‘assemblaggio’ di pietre differenti provenienti da quell’Oriente bizantino con cui Venezia è stata nei secoli in rapporto. 
La testa - probabilmente d’epoca costantiniana, anche se rimaneggiata, è in marmo bianco proveniente da Docimium, presso Afyon in Turchia occidentale – viene identificata sulla base del confronto con le immagini monetali in un ritratto di Mitridate VI Eupator, il famoso re del Ponto che tenne per decenni in scacco i Romani sino alla sua morte nel 63 a.C. e probabilmente giunse a Venezia da Costantinopoli
Il torso, decorato da Vittorie che incoronano un trofeo, apparteneva con probabilità a una statua loricata dell’imperatore Adriano
Lo scudo è in pietra d’Istria ; gambe, braccia e drago sono in marmo proconnesio, proveniente dall’isola di Proconneso nel Mar di Marmara, tra il Mar Egeo e il Mar Nero; altre parti sono in marmo pentelico, lo stesso scavato vicino ad Atene e usato anche per il Partenone, mentre le armi in metallo sono d’epoca medievale.

 

Si tratta di uno straordinario palinsesto della storia e della cultura millenaria di Venezia, della sua capacità di sintesi e d’incrocio di genti, arti e civiltà.

 

L’intervento di restauro della statua del Todaro (tengo a sottolineare l’originale), è davvero significativo – commenta Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia – perché esemplifica perfettamente come dovrebbe concretizzarsi il rapporto di collaborazione tra Fondazione Musei Civici e imprese, in quell’ottica strategica dei rapporti tra pubblico e privato volti alla salvaguardia e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio. Il contributo della Rigoni di Asiago - che con i suoi prodotti e la sua filosofia, oltre a raggiungere anno dopo anno importanti risultati, concorre a rafforzare la squadra delle imprese venete riconosciute a livello internazionale – rappresenta una sinergia virtuosa e di reciproco beneficio. Siamo quindi pronti a salutare il ritorno del Todaro, riportato al suo antico splendore!

 

Ogni recupero che interessa opere che appartengono all’immenso patrimonio artistico veneziano – dichiara Gabriella Belli, direttore della Fondazione – è sempre da considerarsi un fatto straordinario che va salutato con grande spirito di riconoscenza e orgoglio. Il Tòdaro, vero e proprio emblema della storia di Venezia e delle genti venete nei secoli, torna a essere visibile grazie a una sapiente azione che ha visto il coinvolgimento del mondo privato-imprenditoriale e le istituzioni. Questa statua, che ben esprime la grandezza di Venezia nella capacità di fondere culture diverse, ritornerà dunque a esercitare il suo millenario fascino nei confronti dei visitatori di Palazzo Ducale, altro incomparabile luogo-simbolo di questa meravigliosa città.’

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